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Padova Study Club

                      

Bridging the gap between research and clinical practice in dentistry

        

Wronger than wrong 

                    

Nel mondo delle Belles Lettres la battuta colta si è evoluta in un genere letterario e, come ha fatto notare il penalista novecentesco Louis Nizer, “Una battuta aggraziata vale più di mille insulti”. In termini di arguzia, l'esponente della cultura più elevata Mark Twain, disse: “Al funerale non ci sono andato, ma ho mandato una lettera nella quale dicevo che lo approvavo”. Winston Churchill affermava: “E’ dotato di tutte le virtù che non mi piacciono e di nessuno dei vizi che ammiro”. Ed infine, proveniente dall’ambiente della cultura pop, Groucho Marx disse: “Ho passato una serata splendidamente perfetta. Ma non è stata questa.” Gli scienziati non fanno gli schizzinosi quando si tratta di lanciare invettive contro i colleghi. Dententore dello status canonico di detrattore massimo, il fisico teorico Wolfgang Pauli, si dice che una volta abbia duramente criticato un paper: “Questa teoria non è giusta. Non è neppure sbagliata”.

Di recente Peter Woit, matematico della Columbia University, ha utilizzato il proverbio di Pauli per il titolo del suo libro contro le teorie a corda "Neppure sbagliato" (Titolo originale: Not  Even Wrong, Basic Books, 2006). Le teorie a corda, sostiene Woit, non soltanto si basano su ipotesi non verificabili, ma in più si basano esageratamente sulla natura estetica della loro matematica e sull’importanza dei loro formulatori. Nell’ambiente scientifico, se un’idea non è verificabile, non necessariamente è sbagliata; semplicemente non siamo in grado di determinare se lo sia oppure no. Neppure sbagliata. Cosa potrebbe essere peggio? Essere più sbagliato di sbagliato, ovvero quello che viene chiamato "assioma di Asimov", ben esplicitato nel suo libro "La relatività dello sbagliare (Titolo originale: The Relativity of Wrong, Doubleday, 1988): “Quando la gente riteneva che la terra fosse piatta, sbagliava; quando la gente riteneva che fosse sferica". Ma se voi ritenete che pensare che la terra sia sferica sia altrettanto sbagliato che pensare che sia piatta, allora il vostro pensiero è più sbagliato di tutti e due messi insieme. ”L’assioma di Asimov" sostiene che la scienza sia cumulativa e progressiva, che si costruisca sugli errori del passato e che, anche se gli scienziati sbagliano spesso, il loro errore si attenui via via che si prosegue nella raccolta di dati e nello sviluppo delle teorie. Le misurazioni dei satelliti, ad esempio, hanno dimostrato con precisione quanto la forma della terra differisca dalla sfera perfetta. L’idea che tutte le teorie sbagliate siano eguali implica che nessuna teoria sia migliore di una qualsiasi altra. Questa è la teoria della forte componente  sociale della costruzione della scienza, che sostiene come la scienza sia inestricabilmente legata alle preferenze sociali, politiche, economiche, religiose e ideologiche di una cultura, in particolare delle persone al potere. Gli scienziati sono dei capitalisti delle conoscenze, producono paper scientifici che riportano i risultati di esperimenti condotti per testare (ed in genere supportare) le teorie egemoniche che rafforzano lo status quo. In alcuni casi estremi, questa teoria, secondo cui la cultura forgi il modo in cui viene portata avanti la scienza, è vera. A metà del ‘900, i medici scoprirono che gli schiavi soffrivano di drapetomania, ovvero l’incontrollabile impulso a fuggire dalla schiavitù, e di disetesia etiopica, ovvero la tendenza alla disobbedienza. Alla fine del XIX, inizio del XX secolo, le misurazioni scientifiche delle differenze razziali nelle abilità cognitive hanno evidenziato come i neri fossero inferiori dei bianchi. A metà del XX secolo, gli psichiatri hanno scoperto la prova che permetteva loro di classificare l’omosessualità come una malattia. E fino a tempi molto recenti, le donne erano ritenute intrinsecamente inferiori nelle classi di scienze e nei consigli di amministrazione delle aziende. Tali egregi esempi, tuttavia, non mettono in discussione la straordinaria capacità della scienza di dare chiarificazioni sul mondo sociale e su quello naturale. La realtà esiste e la scienza è lo strumento migliore mai impiegato per svelare e descrivere tale realtà. La teoria dell’evoluzione, sebbene suscettibile di energici dibattiti sui tempi e le modalità della storia della vita, è enormemente superiore alla teoria della creazione, che pure non è neppure sbagliata (come lo intende Pauli). Come si espresse il biologo evoluzionista Richard Dawkins in merito a questa discussione: “Quando due punti di vista opposti vengono espressi con eguale intensità, la verità non necessariamente è equidistante da essi: è possibile, infatti, che uno di essi sia semplicemente  sbagliato.” Semplicemente sbagliato. Quando la gente pensava che la scienza fosse perfettamente imparziale e indipendente dalla cultura, semplicemente si sbagliava. D’altro canto, quando la gente pensava che la scienza fosse completamente costruita dalla società, semplicemente si sbagliava. Ma se voi ritenete che intendere la scienza come imparziale sia altrettanto sbagliato in quanto costruita dalla società, allora la vostra idea non è neppure più sbagliata dello sbagliato. Allora, che cosa ha tutto questo a che fare con l’odontoiatria? L’odontoiatria, come altri campi della medicina, si sta evolvendo ad enorme velocità. La velocità con cui passiamo dalle scienze applicate alla ricerca sperimentale, alla ricerca clinica, alla pratica clinica è spesso incredibile. A volte si verifica che dei prodotti o delle tecniche vengano messi sul mercato o implementati prima che sia stata del tutto completata un’adeguata ricerca ed i risultati siano stati valutati. Possono allora accadere dei disastri ed un medico deve essere in grado di evitare queste situazioni e di limitarne i danni quando avvengono. L’associazione Padova Study Club è una libera associazione di fatto, senza scopo di lucro nata dalla comune intenzione, di un gruppo di operatori sanitari in campo odontoiatrico, di mettere insieme ed approfondire le proprie conoscenze, al fine di migliorare e aggiornare l’aspetto culturale e professionale. La “missione” del Padova Study Club è di promuovere e disseminare la conoscenza su tutti gli aspetti dell’odontoiatria e suoi annessi, tramite le basi della ricerca, lo sviluppo, l’addestramento pratico e l’educazione per il benessere del paziente. L’idea del Padova Study Club parte nel lontano 1989 da una viva ed efficace collaborazione iniziata con il Dipartimento di Parodontologia dell’Università di Gotheborg in Svezia, che continua tutt’oggi con i professori Jan Wennstrom e Tord Berglundh. L’associazione Padova Study Club per il raggiungimento dei suoi fini promuove attività culturali (seminari, conferenze, dibattiti) e attività di formazione (corsi di aggiornamento, istituzione di gruppi di studio e di  ricerca).   

                           

Dr. Ian Paul Cardarelli  

www.padovastudyclub.it


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