IMPLANTOLOGIA
Indicazioni all'implantologia e breve spiegazione sulle tecniche e i risultati 

 

Cos’è l’IMPLANTOLOGIA e chi può sottoporsi a questa metodica?

Il ripristino degli elementi perduti per carie, malattia parodontale, traumi o mancanti per agenesia, è stato sempre un obiettivo dell’Odontoiatria antica e moderna. Gli antichi Maya ricorrevano all’impianto, all’interno dei mascellari, di pezzi di conchiglia, gli etruschi univano, con sottili fili d’oro, i denti perduti a quelli artificiali. Nel medio evo si ricorreva a tecniche di trapianto da un individuo all’altro, naturalmente con nessun successo, viste le conoscenze dell’epoca riguardo la compatibilità tra tessuti. L’era moderna ha visto affermarsi dapprima i ponti in resina o ceramica, adesso l’implantologia ha, in parte, soppiantato anche queste metodiche. Gli impianti possono sostituire il singolo elemento, ma anche tutti gli elementi di un’arcata, anche insieme a denti presenti, sempre che siano in buono stato. L’intervento si effettua in anestesia locale e si posiziona l’impianto, in titanio, nell’osso, perforandolo con delle punte molto taglienti. La procedura termina con la sutura. La durata di questa fase è di circa 15-20 minuti. Il paziente necessita di 2-3 giorni di riposo, poiché nel periodo susseguente all’intervento, di solito nelle prime 24 ore, può esserci un po’ di gonfiore nella zona di intervento. Questo si riassorbe in pochi giorni. Nella maggior parte dei casi, già dopo 48 ore si può tornare alle normali occupazioni. In 2-3 mesi, nella mandibola, o 3-6 mesi, nel mascellare, l’impianto si lega intimamente all’osso. Si può procedere con la fase protesica per rimettere gli elementi mancanti.

Ed in caso di mancanza di tutti i denti?

Le protesi mobili totali (dentiere) sono un valido aiuto protesico, ma è noto che la funzionalità non è mai al 100%. Per quanto attiene alla fonazione e all’estetica, poi, difficilmente il paziente raggiunge un buon grado di soddisfazione. Negli Stati Uniti le persone con questo tipo di protesi sono chiamati “invalidi orali”, proprio per queste difficoltà. In caso di protesi ben confezionate si può raggiungere il 75% di funzionalità alla consegna, che diminuisce, comunque, nel tempo. Gli impianti possono sostituire il singolo elemento, ma anche tutti gli elementi di un’arcata, sempre che sussistano le condizioni adeguate di osso disponibile. Un’altra soluzione, per chi non vuole sottoporsi ad interventi lunghi o costosi, sia per l’età che per altre patologie preesistenti, è quella di inserire pochi impianti, 4-6 al massimo, che supportano la protesi mobile, anche preesistente. In questo caso la protesi viene ancorata con “barre” o anche con “ancorette”, bottoni simili agli automatici. Queste soluzioni garantiscono una stabilità al 100%, aumentando la sicurezza e la soddisfazione dei pazienti.

Tutti possono sottoporsi all’implantologia?

Come in ogni pratica chirurgica ci sono delle controindicazioni. Quelle di carattere generale riguardano i soggetti con diabete non compensato, malattie epatiche, soggetti irradiati da pochi mesi per la cura di patologie tumorali, forti fumatori, soggetti con igiene orale scadente, cardiopatici non compensati. Quelle di carattere locale riguardano la quantità e la qualità di osso disponibile, anche se con tecniche chirurgiche adeguate, alla portata solo di chirurghi odontoiatrici di alta specializzazione, costituiscono dei problemi superabili. Le zone più a rischio sono le zone posteriori della mandibola e le zone posteriori del mascellare, per la presenza di limitanti anatomiche.

Gli impianti hanno una durata?

La durata di un impianto dipende da vari fattori. A parte la capacità dell’operatore e la qualità e quantità dell’osso, altri fattori sono determinanti, quali: una buona igiene orale e di vita e ridurre il più possibile l’abitudine al fumo (non fumare è meglio!!). Come tutte le pratiche chirurgiche, esistono percentuali di insuccesso, variabili dal 2 al 10% dopo 10 anni, secondo la fonte delle statistiche.

E se la quantità e la qualità ossea non sono eccellenti?

Anche in questi casi si possono inserire impianti. Nei casi di quantità insufficiente, le tecniche di rigenerazione e di innesto osseo consentono l’inserimento di impianti nella maggior parte dei casi. Nei casi di scarsa qualità, gli impianti vengono inseriti con tecniche diverse, semplici e consensuali all’intervento. Unico limite è l’osso troppo rarefatto, che, comunque, di solito, si trova nelle zone superiori posteriori al primo molare, laddove inserire impianti è speso inutile.

L’implantologia è alla portata di tutti i dentisti?

I professionisti abilitati all’odontoiatria possono, con un’adeguata preparazione, essere buoni implantologi. Risolvere casi in cui manca un solo elemento è alla portata di molti dentisti. Casi più complessi, quali la riabilitazione di interi settori, richiedono una esperienza di grado più elevato che di solito raggiungono quei specialisti che si dedicano prettamente alla chirurgia odontoiatrica.

Quanto tempo passa tra l’estrazione del dente è l’inserzione di un impianto e tra questo e la protesi?

Dopo l’estrazione del dente, di solito sono sufficienti 8 settimane per avere osso di sufficiente qualità, ma nella maggior parte dei casi si può inserire un impianto immediatamente dopo l’estrazione. In questa maniera si riducono le fasi chirurgiche ad una soltanto. Il dente, provvisorio ha bisogno di un impianto ben saldo nell’osso, quindi se le condizioni lo consentono, il provvisorio può essere messo immediatamente, nel momento dell’inserimento dell’impianto. Quest’ultima è una tecnica di recente acquisizione, ma da ottimi risultati, con conseguente effetto psicologico positivo.

E’ difficile pulire i denti sostenuti da un impianto?

La tecnica di spazzolamento è la medesima che nei denti naturali. Un impianto ha, però, difese diverse da un dente naturale, sicchè i controlli debbono essere regolari, ogni sei mesi, onde evitare l’insorgenza di complicanze.

I presidi di pulizia sono costituiti quindi dal filo interdentale, dallo spazzolino e dallo scovolino. 

  • Il filo interdentale tiene pulite le zone tra un dente e l’altro, siano essi naturali o artificiali
  • Lo spazzolino rimuove i residui dalle superfici degli elementi
  • Lo scovolino è utile per la pulizia tra due elementi di ponte.

A questo vanno aggiunti, quale utile complemento, i collutori. 

Collutori: contengono fluoro, sostanze antinfiammatorie e antiplacca. I primi sono ottimi per i denti in stadio di sviluppo e negli adulti aiutano a prevenire la carie. Quelli antinfiammatori e antiplacca sono più specialistici e vanno usati su precisa prescrizione del dentista, p.e. dopo estrazioni o interventi in bocca o in caso di infiammazioni gengivali.

Esistono anche apparecchi elettrici utili nell’igiene orale domiciliare quali gli idropulsori. Sono indicati idropulsori quali il SoWash, in grado di garantire un ottima pulizia senza danneggiare i tessuti molli quali le gengive. Non sostituiscono lo spazzolino.



IMPIANTI DENTALI: LA SOLUZIONE IDEALE PER SOSTITUIRE I DENTI MANCANTI

                  

               

Per decenni ponti e protesi sono stati gli unici trattamenti possibili per sostituire denti mancanti. Oggi gli impianti dentali offrono una eccellente alternativa, che permette di riavere un dente molto simile a quello naturale.

               

Implantologia: qualità nel tempo

                         

L'implantologia è uno dei cavalli di battaglia del nostro studio dentistico: il dottor Cardarelli infatti vanta un'esperienza pluriennale, iniziata nel 1989 ha accompagnato con attivo impegno l'evolversi di questa giovane disciplina. Fino a non molto tempo fa, la perdita di denti comportava per il paziente l'inconveniente di dovere portare una protesi rimovibile parziale o totale: queste protesi mobili, oltre a rappresentare un handicap psicologico per i portatori più giovani, risultavano spesso svantaggiose dal punto di vista funzionale ed estetico. Oggi gli impianti dentali ci permettono fortunatamente quasi sempre l'inserimento di protesi fisse, che possono uguagliare i denti naturali in termini di estetica, funzione e durevolezza. Secondo studi più recenti, gli impianti messi da un implantologo esperto possono raggiungere altissime quote di successo a lungo termine, sfiorando il 95% dopo 10 anni, risultati perfino superiori a quelli conseguibili tramite ponti convenzionali e protesi mobili.

 COSA SONO GLI IMPIANTI DENTALI

Che cosa sono gli impianti dentali?

           

Sono viti in titanio posizionate nell'osso sotto la gengiva attraverso una semplice procedura chirurgica. La vite costituisce la "radice" del dente che verrà costruito. Dopo la guarigione dell'osso si prepara e posiziona la corona: l'aspetto finale del nuovo dente sarà molto simile al dente naturale. Gli impianti possono anche essere utilizzati per stabilizzare ponti e protesi dentarie.

Più precisamente, un impianto dentale è una radice dentaria artificiale fatta di un materiale biocompatibile ed impiantata nell'osso mascellare o mandibolare per sostituire un dente perso. Gli impianti sono oggi di forma cilindrica o conica a vite, di lunghezza e diametro variabile, secondo la quantità d'osso disponibile al sito d'inserimento.
Sono costruiti in titanio puro, un metallo dalle caratteristiche singolari: è talmente biocompatibile che l'osso entra in contatto diretto con la superficie metallica senza alcuno strato connettivo intermedio. Questa incorporazione del titanio nell'osso ricevente è denominata osteointegrazione. Un altro vantaggio del titanio è che non provoca mai reazioni allergiche, di rigetto o infiammatorie dei tessuti. Considerando anche le sue notevoli qualità meccaniche, il biomateriale titanio oggi è frequentemente usato anche per altri impianti medici, come protesi d'anca, ginocchio ecc.
Impianti dentali hanno solitamente una lunghezza di 6-15 mm e un diametro di 3-5 mm. Esistono numerosi produttori d'impianti, ma solo pochi sistemi sono suffragati da studi scientifici e risultati a lungo termine.  

            

Quali sono i vantaggi degli impianti dentali?

                           

Poiché gli impianti si integrano perfettamente con le ossa mandibolari e mascellari, essi offrono una solida base su cui applicare saldamente i nuovi denti.

In breve:

       

  • nuovi denti a chi non li ha più
  • i portatori di protesi mobili possono tornare ad avere una dentatura fissa oppure possono avere una protesi più stabile e confortevole
  • si possono restituire il sorriso, la capacità di masticare con gusto e la sicurezza di una bocca gradevole a chi altrimenti l'avrebbe per sempre

           

Quali sono le fasi del trattamento?

                           

L'intervento è preceduto da un'accurata pianificazione. L'osso ricevente è misurato tramite apposite radiografie per determinare le dimensioni (lunghezza, diametro) nonché la posizione ideale dell'impianto. Prima si tutto si effettua radiografia panoramica. L'implantazione, cioè l'inserimento dell'impianto, è un'operazione chirurgica di ca. 45-90 minuti, eseguita in condizioni di asepsi. L'intervento sotto anestesia locale è assolutamente indolore. Nonostante l'assenza di dolori molti pazienti provano una certa ansia nei confronti di tali trattamenti. Nel nostro Studio operiamo spesso e con grande successo sotto sedazione cosciente abbinata all'anestesia locale. Tramite protossido d'azoto o altri medicinali sedativi il paziente è completamente rilassato ed assiste all'intervento con tutta tranquillità. Quando il tessuto è insensibile, la gengiva è delicatamente aperta tramite un'incisione. Con una serie di frese calibrate si prepara il letto ricevente nell'osso. Per evitare un surriscaldamento dell'osso, la preparazione avviene sotto irrorazione continua con soluzione fisiologica sterile. L'impianto adatto viene quindi scelto e inserito nell'osso avvitandolo cautamente. La gengiva sopra l'impianto è richiusa con delle suture e una protesi provvisoria (fissa o mobile) può essere applicata. 

Dopo una fase di guarigione di normalmente 6-12 settimane, l'osteointegrazione dell'impianto è completa e la testina dell'impianto viene scoperta con un piccolo intervento. Per questa scopertura utilizziamo una tecnica che garantisce un trattamento indolore nonché una perfetta rimarginazione della ferita. Dopo la presa d'impronta dell'impianto, l'odontotecnico costruisce la struttura protesica sorretta dall'impianto (corona singola, ponte o protesi mobile). 

Quindi: 

               

  • Fase preliminare
    Visita e diagnosi attraverso l'osservazione diretta e la valutazione della radiografia. 

             

  • Fase chirurgica
    Posizionamento dell'impianto nell'osso attraverso un semplice intervento  chirurgico eseguito ambulatorialmente in anestesia locale. Posizionamento dell'impianto nell'osso attraverso un semplice intervento chirurgico eseguito ambulatorialmente in anestesia locale
    L'intervento è indolore e non provoca nessun particolare disturbo. Dopo l'intervento il disturbo è paragonabile a quello di una estrazione dentale semplice; alcuni pazienti non sentono neppure l'esigenza di prendere antidolorifici. L'impianto rimane nascosto sotto la gengiva, oppure ne rimane esposta solo una piccola porzione superiore che non crea disagi.

                      

  • Fase di osteointegrazione
    Fase di osteointegrazione
    Si attendono 3-6 mesi, a seconda dei casi, per permettere all'osso di guarire e crescere intorno all'impianto.
    In questo periodo, se necessario, si usa una protesi provvisoria non ancorata agli impianti.
    In alcuni casi non è necessario attendere l'osteointegrazione, ma si può procedere direttamente all'utilizzazione dell'impianto. 

                      

  • Fase di utilizzazione dell'impianto
    Si inserisce sull'impianto un pilastro in titanio che viene utilizzato come se fosse un dente naturale saldissimo. Si prepara poi un provvisorio con cui si può masticare come con i denti naturali. Dopo un periodo variabile vengono adattati i denti definitivi. 
    Concluso il trattamento, si dovranno rispettare le stesse norme di igiene che valgono per i denti naturali e fare una visita di controllo annuale.

                              

Tipologie di impianti

                       

Impianti singoli (manca un solo dente)

Prima dell'implantologia, la prassi era sostituire i singoli denti mancanti tramite dei ponti, tecnica che comportava la limatura dei denti attigui, pur essendo questi sani il più delle volte. Ora invece si inserisce l'impianto direttamente al posto del dente mancante, senza alcun intervento sui denti vicini: durante la fase di guarigione, in cui l'impianto rimane coperto dalla gengiva, il paziente utilizza una protesi provvisoria mobile o fissa che verrà sostituita, una volta scoperto l'impianto, dalla corona finale, cementata sull'impianto.  

            

Impianti multipli (edentulia parziale) 

Se manca più di un dente, diversamente dal passato in cui si ricorreva ad una protesi rimovibile, si va innestare un impianto per ogni dente mancante. 

                                    

Impianti multipli (edentulia totale) 

La protesi dentale o dentiera era l'unica soluzione in uso fino a poco tempo fa nel caso di edentulia totale (perdita di tutti i denti). Oltre ai ben noti effetti collaterali - forza masticatoria ridotta, sapori alterati, difficoltà espressive - può anche verificarsi un peggioramento dell'atrofia dell'osso nonchè un collasso dei tessuti facciali. Con le moderne tecniche, già con 6-8 impianti si può realizzare un ponte fisso che va a sostituire completamente la protesi mobile. Inoltre ma non meno importante, l'uso degli impianti aiuta a prevenire l'atrofia dei mascellari ed il collasso dei tessuti facciali.

            

Impianti immediati

Sono impianti innestanti durante l'intervento stesso di estrazione del dente: il paziente si ritrova con un unico intervento ad avere risolto il problema dentale, con un notevole risparmio economico e di tempo. E' considerato oggi un intervento standard e solo in casi eccezionali - ad esempio in presenza di infezioni - si innesta l'impianto in una fase successiva all'estrazione. Di impianto immediato si intende l'estrazione di un elemento dentario e la sua sostituzione immediata con un impianto nel medesimo intervento. L'impianto immediato risparmia al paziente un ulteriore intervento ed è oggi considerato un trattamento standard. Solo in casi eccezionali, quali infezioni acute, è meglio prima eliminare il dente infetto e poi inserire l'impianto in un secondo momento, quando l'osso sarà consolidato.

                    

E quando manca l'osso?

                      

L' innesto osseo è un aumento del volume dell'osso alveolare: può verificarsi infatti che quest'ultimo sia ridotto in altezza ed in larghezza, non consentendo quindi un ancoraggio affidabile dell'impianto. In termini medici, si parla di "atrofia ossea", conseguenza sgradita di una pregressa perdita di denti e/o di una piorrea o parodontite. L'attuale iter chirurgico prevede l'utilizzo preferenziale dell'osso "autologo", ovvero dell'osso del paziente medesimo, prelevato solitamente dal mento o dall'angolo mandibolare; qualora si debbano fare innesti molto estesi, si ricorre ad altre fonti, come ad esempio l'anca, mentre in caso di difetti poco importanti si opta per materiali sostitutivi di derivazione sintetica. L'inserimento degli innesti può attuarsi sia precedentemente rispetto all'intervento implantare, sia in contemporanea dello stesso: tendenzialmente dopo circa 6-12 mesi l'innesto osseo è integrato e si può procedere con l'impianto.

                      

L'esperienza insegna!

             

  • 18 anni di impianti
  • alcune migliaia di impianti inseriti
  • percentuali di successo superiori al 98% per le arcate inferiori ed al 95% per le arcate superiori
  • tre operatori esperti che, grazie ad un fine lavoro d'équipe, possono consultarsi anche per casi particolarmente difficili

             

Tecniche del futuro già disponibili oggi

                                   

L'implantologia con le sue innovative tecniche consente una varità interessante di interventi.

Oltre infatti a quanto scritto finora, si può:

                       

  • stabilizzare protesi totali inferiori
  • ridurre il palato sulle protesi totali superiori
  • inserire gli impianti - impianti post-estrattivi - subito dopo l'estrazione dei denti, caricandoli anche in giornata - carico immediato - con dei denti perfettamente adattati all'estetica della bocca. Siamo in grado di effettuare una ricostruzione integrale delle vostra bocca con soli 4 impianti per arcata - Tecnica All-on-four - con carico immediato: garantito un rilevante risparmio economico. In alcuni casi è possibile effettuare questo intervento senza incidere la gengiva - Tecnica Flapless, impianti trasmucosi - il cui vantaggio innegabile è una guarigione enormemente facilitata e senza pressoché alcun disturbo post-impianto. Attualmente è in fase di sperimentazione una nuova tecnica che prevede la somma delle precedenti - All-on-four & Nobel Guide - che rivoluzionerà e semplificherà tutta la moderna implantologia.

                         

Un trattamento su misura

                 

Qualora si renda necessario un trattamento implantare, si può contare su una soluzione personalizzata secondo tutte le esigenze, in termini di salute generale, quantità e qualità del tessuto osseo. Questi fattori determinano anche la durata complessiva del trattamento. 

Grazie al continuo sviluppo dei prodotti e all’innovazione, il trattamento implantare è sempre meno invasivo. In genere, l’intervento viene effettuato in anestesia locale, è breve e si può lasciare immediatamente la clinica.

I nuovi denti richiedono cure simili a quelle richieste dai denti naturali: è necessario lavarli e fare uso di filo interdentale con regolarità. Anche il rischio di scolorimento dovuto a bevande quali caffè, tè e vino, non è maggiore di quello dei denti naturali.

     

Attraenti e sicuri per tutta la vita

Protesi convenzionale

            

Gli impianti dentali rappresentano una valida alternativa alle soluzioni con ponti e corone tradizionali.

Ecco alcuni buoni motivi per scegliere un impianto dentale:

  • Gli impianti dentali hanno una funzionalità ed un aspetto paragonabili a quelli dei denti naturali.
  • Per supportare gli impianti dentali non è necessario intervenire sui denti sani.
  • L’ancoraggio di impianti dentali nella mandibola può stimolare il tessuto osseo e le gengive, assicurando un risultato estetico attraente e contribuendo al mantenimento della fisionomia naturale del viso.
  • Gli impianti dentali non necessitano di adesivi per mantenere i nuovi denti in posizione, riducendo il disagio e l’insicurezza derivanti dalle vecchie dentiere traballanti.
  • Infine, si può contare su una soluzione sicura e duratura. 

                  

Denti nuovi e denti naturali

                  

E' praticamente impossibile notare la differenza tra un impianto ed un dente naturale.

Con un ponte completo ancorato all’impianto, rimane un piccolo spazio tra la gengiva e la protesi, necessario per facilitarne la pulizia ed il mantenimento pur risultando invisibile all'occhio esterno.

         

Quanto dureranno i nuovi denti?

         

Adottando tutte le operazioni necessarie di igiene e pulizia, gli impianti dentali possono durare una vita intera. Proprio come i denti naturali, con il passare del tempo, le corone possono usurarsi o danneggiarsi: la grande differenza è che i nuovi denti possono essere facilmente riparati o sostituiti utilizzando gli stessi impianti di supporto.

        

        

I sistemi implantari più recenti prevedono un design in grado di fornire una maggiore resistenza all'impianto stesso: la superficie dell'impianto è trattata in modo tale da creare una connessione salda e stabile tra l'osso e l'impianto stesso. In questo modo si conserva il livello dell'osso e del tessuto molle orale.

Tutti questi fattori riducono i rischi di complicazioni, migliorando la funzionalità e l'estetica. Sia in caso di dente singolo, sia in caso di ponte completo o di dentiera, il trattamento implantare è in grado di offrire tra le più valide soluzioni disponibili: parlatene con il vostro dentista ed avrete tutte le informazioni adeguate!

       

I vantaggi dei sistemi implantari di ultima generazione

            

  • Sviluppati con approccio biologico e biomeccanico.
  • Risultati eccellenti a lungo termine, comprovati da ampia documentazione clinica.
  • Effetti estetici naturali.
  • Necessità di minima manutenzione con risparmio di tempo e di denaro.

         

Trattamento step-by-step

                     

  • Esame accurato

L’impianto dentale può essere inserito in due modi differenti, sulla base della situazione clinica. 

Nella "procedura in una fase" si posiziona l’impianto dentale, che è subito fissato ad un pilastro provvisorio.

Nella "procedura in due fasi" l’impianto dentale viene inserito e quindi coperto dalla gengiva. Il pilastro è fissato successivamente. 

In entrambi i casi vengono posizionati un dente od una protesi provvisori, con un periodo massimo di guarigione di tre mesi per la mandibola e sei mesi per la mascella. In alcuni casi, in funzione delle condizioni dell'osso, l'impianto dentale può essere caricato immediatamente.

              

  • Posizionamento del pilastro

Nella "procedura in una fase" il pilastro provvisorio viene sostituito da quello permanente dopo che l’impianto dentale ha legato con il tessuto osseo.

La seconda parte della "procedura in due fasi" consiste invece nel praticare una piccola incisione per aprire la gengiva ed inserire il pilastro in posizione.

         

I nuovi denti sono fissati agli impianti dentali con una semplice procedura. In genere, l’intervento è seguito da un paio di visite per verificare funzionalità ed estetica e per accertare che i nuovi denti siano completamente soddisfacenti.

              

  • Realizzazione del dente

Una volta posizionato il pilastro, si prende una nuova impronta, che verrà confrontata con quella rilevata in occasione dell’esame iniziale. L’odontotecnico realizza quindi con cura la corona, il ponte o la protesi, sulla base del modello finale. Particolare attenzione viene prestata al colore ed alla forma, affinché i nuovi denti siano il più possibile simili a quelli naturali.

                      

Quali rischi?

                     

La statistica riporta come oltre il 90% degli impianti abbia avuto un esito positivo e sia ancora in uso a distanza di numerosi anni. Essendo l'implantologia una tecnica recente, non sono ancora disponibili dati rispetto alla reale durata, ma i risultati ottenuti fino ad oggi lasciano pensare che impianti innestati correttamente possano durare tutta la vita.

Tuttavia, nonostante una mano esperta ed una esecuzione eccelsa dell'intervento, possono insorgere complicazioni. I principali fattori che possono condurre alla perdita di impianti od innesti sono:

             

  • Infezioni batteriche
  • Cattiva igiene orale
  • Fumo
  • Osteoporosi avanzata
  • Diabete scompensato

                  

In generale valgono le stesse regole per i denti veri e propri: ottima igiene, filo interdentale e cura. 





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