ORTODONZIA: CHE COSA SIGNIFICA?

                 

                  

Il significato della parola "Ortodonzia" è estremamente chiaro: "denti dritti". Tuttavia questa disciplina non si occupa solo di migliorare l'estetica tramite un allineamento dei denti, bensì si attua anche nei più vasti campi della diagnosi, della prevenzione, della terapia dei disallineamenti dentali, dei disturbi di crescita dei mascellari e dei difetti di sviluppo della dentizione, ponendo la sua attenzione sia sull'estetica sia sulla salute dell'apparato masticatorio.

Nomi quindi forse più pertinenti con cui dovremmo definire la branca sono ortopedia dento-maxillo-facciale oppure ortognatodonzia. 

                

L'ortodonzia negli adulti e nei bambini

                  

Nell'adulto si curano i difetti dovuti al disallineamento dei denti ed alla disfunzionalità  di alcune parti anatomiche, come quella a carico delle articolazioni temporo-mandibolari e della muscolatura masticatoria.
E' fondamentale ricordare come spesso le malocclusioni negli adulti si accompagnino ad alterazioni scheletriche strutturali dei mascellari: in questo caso il semplice allineamento non è sufficiente per produrre il miglioramento desiderato, ma potrebbe rendersi necessario un intervento chirurgico. In queso specifico caso, l'ortodonzista prepara l'intervento di allinamento pre-chirurgia ortognatica per seguire poi la rifinitura post-chirurgia, mentre il chirurgo maxillo-facciale si occupa della correzione della deformità scheletrica. Sarà sempre a cura dell'ortodonzista la creazione di apparecchi impercettibili e non invasivi (Ortodonzia Invisibile), ben diversi dagli antiestetici apparecchi tradizionali, affinchè il paziente non provi disagio nel portarlo, aspetto molto importante qualora il paziente sia un giovane adolescente.

                    

Gli obiettivi terapeutici nel bambino rispecchiano, oltre a quelli già visti per gli adulti, un intervento atto a prevenire i  disallineamenti dentali (Ortodonzia Preventiva) o ad intercettarli precocemente (Ortodonzia Intercettiva), nonchè a prevenire, intercettare precocemente e a correggere le deviazioni di crescita del mascellare superiore e della mandibola. Talvolta inoltre può rendersi necessaria una rieducazione funzionale della muscolatura ortofacciale qualora il bambino mantenga abitudni succhianti.

Nell'età dello sviluppo è possibile anche agire sulle alterazioni scheletriche strutturali dei mascellari, stimolandone o trattenendone la crescita, senza ricorrere all'intervento chirurgico, differentemente dall'adulto. Questi sono veri e propri interventi di ortopedia dento-mascellare con l'utilizzo di apparecchi fissi o mobili in grado di liberare forze meccaniche proprie o di esercitare azione di stimolo e di riequilibrio delle naturali forze biologiche e degli spazi biofisici che conducono, secondo la teoria della matrice funzionale di Moss, ad un corretto sviluppo delle arcate dentarie ed alla crescita della mascella superiore e della mandibola.

                   

Non solo cura, ma anche prevenzione.

                

L'apparecchio ortodontico 

                    

Gli apparecchi ortodontici sono strumenti in grado di operare uno spostamento od una modifica di forma, sia a carico dei denti che dei mascellari. Il loro utilizzo, però, deve sempre essere preceduto dall'identificazione di un obiettivo, che a seconda dei casi può essere quello risolutore della malocclusione oppure, semplicemente, uno dei suoi diversi passaggi correttivi. Essi sono creati secondo le specifiche direttive da ortodontotecnici in laboratori specializzati oppure sono assemblati ed applicati direttamente in bocca.

La funzionalità dell'apparecchio è legata ad un progetto, ad obiettivi specifici stabiliti sulla diagnosi precisa effettuata dall'ortodonzista: l'apparecchio in sè non porterebbe a risultati concreti se non ci fosse un obiettivo terapeutico alle spalle.  

Si parla di ortodonzia fissa, di ortodonzia mobile, oppure di ortodonzia invisibile in riferimento al tipo di apparecchio utilizzato per la correzione della patologia, che a seconda dei casi può essere incollato o cementato ai denti, applicato e rimosso dal paziente, oppure pressoché impercepibile all'osservazione del paziente in trattamento. Specialmente nei trattamenti dei bambini si possono usare più apparecchi, in particolare in presenza di problemi di crescita scheletrica e disallineamenti dentali.

                  

Le malocclusioni

                          

Genetica, motivi ambientali od entrambi concorrono alla nascita delle malocclusioni: il lavoro dell'ortodonzista consiste nel prevenire od eliminare quei fattori ambientali avversi che precludono lo sviluppo sano di scheletro e dentatura. Numerosi sono i fattori che possono condurre alla deviazione dell'occlusione dal naturale percorso di formazione: frequentemente tradizioni culturali accentuano la naturale tendenza alla suzione del bambino, funzionale in età neonatale ma non successivamente, in quanto va ad interferire con la corretta formazione degli allineamenti dentali e del sistema masticatorio.  La reiterazione nel tempo di abitudini di funzionamento errato della muscolatura oro-facciale infatti, come accade nell'atto del succhiamento del ciuccio, o del dito, può promuovere serie alterazioni di crescita dei mascellari e di sviluppo della dentizione, il cui riflesso visibile è una disarmonia nella forma del viso e nell'estetica del sorriso. Quello meno visibile ma più inerente alla salute è lo sviluppo di patologie degenerativo-funzionali a carico dell'apparato masticatorio.

RAPPORTI TRA PEDIATRIA E MASTICAZIONE

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Ai Colleghi Pediatri e Genitori

Scopo di questa pagina è quello di consolidare con i Colleghi il dialogo incentrato sulle patologie infantili di interesse comune, nella convinzione che solo l'interdisciplinarietà e la collaborazione rappresentino la chiave per la soluzione di molte problematiche del bambino, che interpretate scorrettamente o parzialmente creano insoddisfazione dei risultati e sofferenza ai piccoli pazienti.

Mi riferisco particolarmente a quattro grandi quadri patologici (spesso concomitanti) di gravità non eclatante ma di enorme diffusione, interessando la maggior parte della popolazione infantile specie in aree urbanizzate, che sono:

  •   i disturbi respiratori (tonsilliti, faringiti, rinosinusiti, bronchiti, tosse, allergie, asma, disturbi del sonno fino alla sindrome da apnea ostruttiva)

  •   la patologia dell'orecchio (otalgie, otiti, vertigini, acufeni)

  •   la cefalea muscolo-tensiva

  •   la scoliosi e i difetti posturali

    Concorderete con me che se escludiamo le malattie esantematiche, la maggior parte dell'operato del pediatra si rivolge ai sintomi delle affezioni elencate, spesso, aggiungerei, con frustrazione per la frequenza di recidive.

    La letteratura scientifica e l'esperienza quasi trentennale che abbiamo maturato con la mia équipe sul trattamento intercettivo delle malocclusioni infantili ci hanno confermato nella convinzione che esista una strettissima correlazione etiopatogenetica tra le suddette patologie, la postura mandibolare e linguale e la funzionalità muscolare orofacciale.

    Siamo confortati in questa teoria sia dalla letteratura sempre più copiosa e specifica in questo senso, sia dai successi terapeutici che otteniamo e che ci vengono riconosciuti con la gratitudine di bambini e genitori e la stima dei colleghi pediatri, dentisti, medici di base e specialisti che ci inviano i piccoli pazienti.

    La correlazione patogenetica ipotizzata è centrata sulle interrelazioni che esistono tra respirazione, deglutizione, abitudini funzionali viziate, postura mandibolare e linguale, tensioni e contratture dei muscoli periorali, masticatori e facciali, ed infine interdipendenza tra le catene muscolari corporee.

L'approccio diagnostico che utilizziamo è il seguente:

  •   accurata anamnesi ed inquadramento nosologico, con l'aiuto del curante

  •   visita posturale completa con scoliosometro, fotopodografo, kinesiografo, pedana

    stabilometrica

  •   visita logopedica, fonoaudiologica, miofunzionale

  •   consulenza ORL (con esecuzione di Rinoscopia a fibre ottiche ed esame citologico delle cellule nasali), foniatrica, psicologica, ortopedica, osteopatica e chiropratica

  •   polisonnografia domiciliare in casi di apnea ostruttiva o OSAS

  •   test di intolleranza alimentare

  •   esami rxgrafici e Tomografici di bocca, cranio ed articolazioni temporo mandibolari, con studio del caso mediante tracciati computerizzati

  •   rilievo delle impronte delle arcate dentarie con scansione laser tridimensionale in posizione di massima chiusura e di rilassamento

    In assenza dimostrata di patologie specifiche (che vengono indirizzate allo specialista di riferimento), la terapia che attuiamo solitamente è la seguente:

  •   dispositivi intraorali di riposizionamento mandibolare con target linguale per ripristinare una corretta deglutizione

  •   ciclo di terapia logopedica miofunzionale con ausili (correttore labiale, rinforzatore, cannula nasale, bottiglietta per deglutizione atipica)

  •   lavaggi nasali con Neti-Lota e istruzioni per la pratica domiciliare

  •   trattamento ortodontico di correzione delle problematiche dentali (prevalentemente espansione del palato, centratura del morso, allineamento dentale)

  •   cicli di rilassamento muscolare con sedute di TENS dei muscoli di testa e collo
     

  • La durata di questo ciclo terapeutico varia da 1 a 2 anni a seconda della gravità del quadro clinico, dell'età del paziente e del livello di cooperazione che si riesce ad ottenere.

    L'efficacia è molto elevata e spesso contribuisce a risolvere anche patologie collaterali che non si erano portate a considerare in relazione con la malocclusione (difetti di convergenza, di accomodazione, di coordinazione muscolare, cenestesie e dolori vari di incerta classificazione).

    I successi ci incoraggiano a perseguire questa strada che ha il grande vantaggio, rispetto alla terapia medica o chirurgica tradizionale, di non essere invasiva o dolorosa ed essere, almeno nella prima fase, reversibile: infatti spesso è possibile evitare interventi di adenotonsillectomia o terapie antibiotiche ripetitive ed in ogni caso si ottiene come minimo il miglioramento della capacità fonatoria e respiratoria del paziente.

Per chi fosse incuriosito dall'argomento, vorrei qui di seguito cercare di spiegare riassuntivamente questa teoria etiopatogenetica, rimandando alle voci bibliografiche per eventuali approfondimenti, restando sempre a disposizione per chiarimenti personali.

Il quadro di deglutizione atipica è spesso il "primum movens" del circolo vizioso, favorito da una componente anatomica strutturale ereditaria.

La deglutizione scorretta inizia alla nascita con l'allattamento artificiale o misto, che abitua la lingua ad una funzione opposta a quella fisiologica.

Questo atteggiamento viene peggiorato dalle abitudini viziate della prima infanzia (dito, succhiotto) e della seconda (unghie, oggetti, digrignamento) accompagnate da respirazione e assunzione di sostanze irritanti e sensibilizzanti tipiche della civiltà industriale e della urbanizzazione

La deglutizione atipica e le abitudini viziate si complicano pertanto sempre con respirazione orale e malocclusione dentale (morso profondo - morso aperto - morso inverso - laterodeviazioni)

la posizione retrusa mandibolare (e quindi linguale) unita alla scorretta funzionalità della lingua, determina una compressione posteriore delle tonsille e adenoidi contro il rinofaringe e quindi di fatto una ostacolo alla respirazione che in alcuni casi arriva all'apnea ostruttiva notturna

la scadente o assente ventilazione nasale determinano una ipofunzione dei seni paranasali nei quali l'aria tende a ristagnare, e una mancata depurazione, umidificazione e riscaldamento dell'aria inspirata, con facilità alle infiammazioni adenotonsillari, rinosinusali e anche bronchiali

il ristagno di muco nelle cavità nasali e quindi nelle tube di Eustachio, unito all'irritazione dei tessuti preauricolari causata dal trauma della retroposizione del condilo mandibolare (caratterizzata da rumori e dolenzía palpatoria endoauricolare) è spesso uno dei fattori determinanti delle otalgie e delle otiti medie

le anomalie di funzione dei muscoli periorali e masticatori creano tensioni e contratture che alla lunga provocano cefalee e asimmetrie funzionali delle catene muscolari di collo e schiena, arrivando a causare o concausare atteggiamenti posturali scorretti anche in distretti lontani come schiena e piedi.

In particolare l'asse del capo risulta inclinato sia in senso antero-posteriore che laterale con alterazioni propriocettive sia vestibolari che oculari e conseguenti possibili sintomi vertiginosi o difetti di convergenza

L'insieme di questi disturbi costituisce di fatto una sindrome complessa in cui alcuni sintomi possono essere più evidenti di altri, ma che comunque accomuna bambini sofferenti, che respirano male e dormono male, danno l'impressione di essere poco intelligenti perché sono affaticati e disattenti, con occhi arrossati e bocca semiaperta, hanno spesso mal di testa, di gola o di orecchie, sono gracili e scoliotici e vanno spesso dai medici perché non stanno mai bene e si autostimano poco perché si considerano handicappati.

Il mio invito è quello di non rassegnarsi a considerare questi bimbi degli sfortunati o a imbottirli di antibiotici e ricostituenti o inviarli dagli specialisti fino a quando trovano un otorino disposto a togliere le tonsille o un ortopedico a mettere il busto; non perché sia sbagliato a priori, ma perché la strada della diagnosi e terapia ortodontico-rieducativa è sicuramente più semplice e meno invasiva, ha un'alta percentuale di successo ed in ogni caso cura una patologia che andrebbe comunque affrontata più avanti, lasciando però nel frattempo il bambino con le sue sofferenze. 




 


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